
Mi trovavo a casa di un’amica, seduta a chiacchierare del più e del meno, di questo e di quello, del vecchio e del nuovo, noiosamente. Purtroppo per me lei è una di quelle persone che ti comincia un discorso domandandoti di raccontargli di te e delle tue novità, dopo che hai cominciato a parlare ti ferma e parla sempre e solo dei suoi affari, delle sue cose, della sua vita. Poi, dopo infiniti minuti di parole, si ferma ti guarda e dice: “Giovanna, ma tu non mi racconti nulla ? Dimmi cos’hai fatto di bello nel fine settimana ?”.
“Speriamo che adesso mi faccia finire tutto il mio racconto”, penso, e comincio a raccontare la mia giornata, ma poi appena inizio a parlare: “al cinema davano un bel film… ci sono andata”, subito lei mi ferma e comincia a raccontare il suo fine settimana.
Che noia, con questa “amica” non si può parlare di nulla, non si può instaurare una conversazione bidirezionale, parla sempre di se stessa, di suo marito, del suo cane, dei suoi figli della sua meravigliosa vita, senza curarsi di nulla intorno a lei, e cioè io… che sto lì ad ascoltarla con pazienza e con rassegnazione.
Credo che andrò a casa, e peste mi colga se rimetto piede in questa casa a parlare, o più precisamente ad ascoltare questa donna con il cervello unidirezionale.
Gli dico “vado a casa” è tardi, devo fare la cena… non lo avessi mai detto, lei comincia la tiritera: “Sai ieri ho fatto un pranzo meravigliosamente gustoso, tutti in famiglia… mio marito, i miei figli, e persino il cane si sono leccati i baffi…”.
Non gli rispondo, scappo, apro la porta e me ne vado, lei sbigottita mi segue con lo sguardo a bocca aperta !